È UN CROTONE INGUARDABILE. LO SPEZIA ALLO SCIDA GIOCA LA PARTITELLA DEL GIOVEDÌ

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È proprio vero che non c’è limite al peggio e quando si pensava che il 3-0 a Benevento era la parte più infima di questa stagione per il Crotone è bastato aspettare solo pochi giorni per ‘ammirare’ il secondo 3-0 passivo, ma questa volta in casa e davanti ai propri tifosi delusi e inferociti. fine-partita-0-3-625x350Lo Spezia passeggia a Crotone, va in gol come e quando vuole, gestisce la gara a proprio piacimento, decide di chiuderla nel finale. In pratica la squadra di Marino a Crotone ha fatto le prove generali per la gara contro il Lecce. La classica partitella del giovedì i liguri l’hanno giocata a 1000 km di distanza ma vuoi mettere la soddisfazione? Di contro una squadra senza né capo e né coda, senza uno straccio di idea di gioco, con una paura pazzesca di sbagliare tutto così come poi si è rivelato. Oddo, in confusione totale dopo le scelte scellerate di Benevento, prova a dar fiducia a Valietti e per lui non poteva essere partita peggiore per esordire dall’inizio. In mezzo al campo Barberis torna al suo ruolo di mezzala con Zanellato in regia. In avanti Simy e Budimir che non combineranno niente di buono. Come niente di buono fa la difesa. Insomma un fallimento totale, tecnico e tattico. De Francesco segna con un preciso destro, nel secondo tempo Pierini entra e sigilla la gara con una doppietta. In mezzo uno Spezia che sbaglia tanti gol e in Cordaz che è l’unico a restare a galla. Il finale della gara è impietoso per i rossoblù bastonati sul campo dai liguri e sugli spalti dai tifosi. “Mandali a casa…” hanno intonato ad un certo punto i tifosi e Gianni Vrenna (con riferimento a calciatori e staff tecnico) unico ad essere venuto in sala stampa a metterci la faccia, ha detto che al termine del girone di andata prenderà drastici provvedimenti. Forse anche con Oddo ma senza aspettare la fine del girone. Probabilmente per lui stanno già scorrendo i titoli di coda anche se un gesto di onestà intellettuale sarebbe quello di rassegnare le dimissioni. Due punti in 7 sette gare per un allenatore subentrato in Italia non si concedono a nessuno. Tranne che a Oddo che però continua a difendere il suo lavoro per il quale però non c’è e non c’è stato, nessun risultato.

 

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