Sanità, Unindustria: servizi e lavoro a rischio per i tagli

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Unindustria preoccupata per la situazione delle strutture specialistiche ambulatoriali. Si tratta di un comparto di fondamentale importanza da un punto di vista socio sanitario e sotto il profilo economico e produttivo, che tuttavia non puo’ continuare a vivere nella condizione di criticita’ e incertezza in cui oggi si trova”. Lo dice Valerio Berti secondo cui c’è la necessita’ di sollecitare una revisione delle recenti decisioni assunte dal commissario ad acta, Massimo Scura, in materia di gestione del budget destinato alle strutture sanitarie. E’ sbagliata la scelta di impoverire la quota delle risorse destinate alle strutture ambulatoriali. Con i decreti 70, 72 e 87 viene inferto un durissimo colpo a questo settore della sanita’ privata regionale che da sempre costituisce un asset strategico per l’intera rete sanitaria calabrese. Provvedimenti su cui sarebbe stato opportuno un percorso di dialogo e confronto approfondito fra tutti gli attori direttamente coinvolti. Due le ricadute: la prima tocca da vicino l’utenza di queste strutture, ovvero i cittadini che hanno bisogno di assistenza e cure specialistiche, e che vedranno aumentare i costi delle prestazioni e di dover pagare quelle fino ad oggi gratuite, con il rischio che le fasce piu’ deboli della popolazione vedano leso il diritto alla salute. La seconda riguarda gli aspetti di carattere economico, produttivo e, non ultimo, occupazionale. In ballo c’e’ il futuro di almeno 3000 addetti. Una prospettiva da scongiurare in ogni modo in una regione che ancora oggi si segnala a livello europeo quale territorio con il maggiore tasso di disoccupazione, in particolare giovanile.

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