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CANONIZZAZIONE DI NATUZZA, INSEDIATO IL TRIBUNALE ECCLESIASTICO

“L’intento è di arrivare a far riconoscere le virtù eroiche di Mamma Natuzza. Questa umile donna, di cui io sono particolarmente innamorato, ha vissuto la stessa esperienza di Padre Pio. Nel caso del frate di Pietralcina c’è voluto molto più tempo per partire. Per quanto mi riguarda la Serva di Dio ho martellato la Congregazione per la Causa dei Santi sin da subito, e alla fine ci siamo riusciti in cinque anni. Bisogna fare attenzione, però, i tempi saranno lunghi e aprire il processo di canonizzazione non vuol dire che Natuzza è già da considerarsi beata per la Chiesa”. Così si è espresso il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’editto con cui si sancisce che il prossimo 6 aprile prenderà ufficialmente il via la Causa di beatificazione di Natuzza Evolo. All’incontro, svoltosi all’interno di Palazzo San Paolo, oltre al presule erano presenti il direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali monsignor Gaetano Currà e i vari membri dell’apposito Tribunale ecclesiastico, insediatosi qualche ora prima. Il postulatore don Enzo Gabrieli, il giudice delegato don Francesco Vardè, il notaio don Francesco Sicari, il notaio aggiunto Francesco Reda e il promotore di giustizia monsignor Saverio Di Bella. A questi si aggiunge di diritto lo stesso monsignor Renzo, in questo caso nella funzione di giudice. “Il Tribunale che si riunirà in prima sessione il prossimo 6 aprile, subito dopo la celebrazione pubblica nella basilica cattedrale di Mileto delle 17 – ha aggiunto nel suo intervento il presule – lavorerà per capire se Natuzza può essere indicata come santa. Subito dopo si procederà a costituire una commissione storica e una medica atte a raccogliere la varia documentazione e a creare un archivio specifico, comprensivo di tutti i vari elementi. Partiamo dalla certezza che per giungere al fine da tutti noi auspicato, cioè quello di vedere Mamma Natuzza annoverata tra le venerabili, le beate e le sante della Chiesa, non bisognerà puntare principalmente sui fenomeni paranormali. La sua vera santità, infatti, è da ricercare nelle virtù che sono riuscite ad attirare folle di persone bisognose di conversione e carezze. Lei si è dimostrata originale per l’accettazione in grado eroico della sofferenza, in conformità a Cristo, per lo spirito di obbedienza alla Chiesa e per la sua immensa fede. Del resto, lo stesso Padre Pio è conosciuto più come confessore che per le stigmate”. Monsignor Renzo ha concluso il suo intervento invitando chiunque si ritrovasse in possesso di materiale e documenti riguardanti la Serva di Dio di portarle «per dare il proprio contributo alla causa e accorciare i tempi». Subito dopo, a prendere la parola è stato il postulatore don Gabrieli, il quale dal canto suo ha esordito ribadendo che «noi non vogliamo santi subito ma sicuri». Un chiaro modo per ribadire «che la fretta ci potrebbe far cadere. Questo è solo lo stadio iniziale – ha aggiunto – l’importante è arrivare alla fine. La documentazione raccolta dal Tribunale, all’incirca 18-20 volumi, sarà poi inviata alla Congregazione per essere controllata e quindi riconsegnata alla diocesi in forma pubblica. Tutto si svolgerà, dunque, alla luce del sole. Non bisognerà perdere tempo, allora – ha concluso – ma investire in modo da far emergere il percorso di ritorno virtuoso al Signore creato da Mamma Natuzza e far sì che, quando la Chiesa lo riterrà opportuno, possa essere dichiarata Santa”.

Leggi anche: NATUZZA EVOLO, IL 6 APRILE PRENDE IL VIA LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE

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