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A ME GLI OCCHI… RIGORE? MA IN PORTA C’È CORDAZ!

E adesso chiamatelo pararigori, magari non come l’interista Handanovic ma quasi. Alex Cordaz rialza il morale ipnotizzando l’albanese del Pescara Memushaj e il rossonero Niang al Meazza la settimana scorsa. «Perché una cosa è parare un rigore e poi andare sotto la doccia e festeggiare come contro il Pescara ricorda Cordaz, altra cosa invece è pararlo a San Siro sull’11 e poi alla fine imprechi per la sconfitta». Non esiste una classifica ufficiale dei pararigori come per i cannonieri ma i giocatori di fantacalcio sanno perfettamente che un penalty parato ha la stessa valenza di un gol segnato.CORDAZ RIGORE «Ora non esageriamo perché sono del parere che alla fine i rigori si parano perché qualcuno non li calcia perfettamente». Ed ecco la spiegazione. «A Milano Niang non ha calciato benissimo – ricorda il portiere rossoblù – mentre Memushaj ha proprio tirato male, forte e centrale. In fondo sì, ho fatto due parate da tiri dal dischetto ma non è che chi ha calciato abbia fatto il massimo e in un certo senso mi ha agevolato». L’impressione è che Cordaz giochi a sminuire, sapientemente, la sua abilità. «Ma no, dico solo che alla fine importa poco se pari il rigore o meno. Quello che mi importa è il risultato finale e la vittoria contro il Pescara è la cosa più importante che mi rimane del match». Con Memushaj, poi, una sorta di duello rusticano visto che l’albanese in tre stagioni gli ha tirato 4 rigori contro. «Tre volte ha fatto gol (due volte a Pescara e una a Crotone ndr) e questa volta invece è andata bene a me. A dire il vero – spiega Cordaz – avevo visto come li aveva calciati nelle ultime volte e aveva scelto sempre il lato destro (a Milano contro la Lazio Memushaj il rigore lo spedì fuori ma a sinistra ndr). Questa volta invece ha tirato come le altre volte ma centrale e ci sono arrivato». Il portiere di Vittorio Veneto apre un altro capitolo che probabilmente potrà essere sfuggito a molti e non a lui. «Mi sto stufando, è già il secondo rigore inesistente che ci fischiano contro. A Milano quello su Lapadula lo hanno visto tutti, quello col Pescara… lasciamo stare. Memushaj l’ho visto volare senza essere stato nemmeno sfiorato. Mi scoccia – sottolinea il portiere rossoblù – che ogni volta che un attaccante avversario va giù nella nostra area gli arbitri, due volte su tre, indichino il dischetto. Ma avete visto il rigore fischiato all’Inter? Ferrari non si è nemmeno appoggiato a Icardi. Poi se vogliamo dire che l’argentino è bravo diciamolo pure ma la realtà è un’altra. Sabato scorso l’arbitro non aspettava altro per dare il rigore al Pescara. Così come l’espulsione di Capezzi dopo il rosso ad Aquilani. Io dico che sarebbe giusto che qualcuno si faccia sentire perché già sarà un’impresa raggiungere la salvezza ma se poi veniamo penalizzati al minimo inciampo questo non mi sta bene. Abbiamo il diritto di chiedere rispetto così come lo è per tutti perché si vede a occhio nudo che non veniamo considerati come sarebbe giusto rispetto agli altri, non ci prendiamo in giro».

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