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AEROPORTO SANT’ANNA, COMITATO: SACAL NON GESTISCE LO SCALO

“Viaggiavamo meglio 40 anni fa quando la statale 106 poteva essere ancora sufficiente per i volumi di traffico del tempo, sulla rete ferroviaria circolavano treni a lunga percorrenza e l’aeroporto di Crotone, grazie all’Itavia, ci collegava a tutto il resto del mondo. In 40 anni l’aeroporto è caduto in disgrazia, seguendo il triste destino dell’Itavia, mentre la statale 106 e la rete ferroviaria jonica non sono state mai ammodernate. Il territorio gradualmente è rimasto sempre più isolato, con i suoi cittadini sempre più emarginati e relegati nel ruolo di ultimi”. Lo afferma, in una nota, il Direttivo del Comitato cittadino aeroporto di Crotone. “In quest’atmosfera, amara e molto cruda – prosegue il Comitato – abbiamo salutato il 17 gennaio l’ultimo volo Crotone-Bologna ed il 19 sarà la volta dell’addio anche al Crotone-Bergamo. Ora la situazione è davvero grave visto che la Sacal continua a non gestire l’unica infrastruttura capace di poterci collegare al mondo. Intanto, però, presenta all’Enac un master plan per l’aeroporto di Lamezia di 195.500.000 euro ed ottiene dalla Regione circa 5.000.000 di euro a fondo perduto; per Crotone niente piano, zero euro e non rinnova nulla. Ora la situazione è ancor più grave se il Governo, dopo averci riconosciuto nel 2002 la continuità territoriale al pari della Sardegna e della Sicilia, non ha trovato alcuna soluzione per poter garantire il nostro diritto alla mobilità. Una situazione addirittura paradossale perché sulla fascia ionica non verrà investito nemmeno un euro del Recovery Fund poiché nessuno si è preoccupato di fare la progettazione delle infrastrutture ormai datate. La ferrovia è, ancora, ad un solo binario non elettrificato e la galleria di Cutro presenta problemi strutturali che se non risolti comprometteranno tutto il processo di ammodernamento. Siamo italiani dimenticati da anni che continuano ad essere invisibili per il Governo italiano e per la Regione Calabria. Manifestare davanti a tutto questo è un nostro diritto: infatti, il 19 gennaio, alle ore 14, saremo per l’ennesima volta in aeroporto per dimostrare che i cittadini vogliono continuare a vivere in questa terra ed essere collegati al resto del mondo. Invitiamo pubblicamente tutti a sostenere questa iniziativa ed in modo particolare le associazioni, i sindaci, i parlamentari ed i consiglieri regionali. Vogliamo che si alzi ancora una volta un coro di voci che chieda semplicemente: ‘Liberi di partire, Liberi di tornare'”.

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