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CALABRIA ZONA ARANCIONE

Lombardia, Piemonte e la Calabria del neo commissario alla Sanità Guido Longo lasciano da oggi la zona rossa di massime restrizioni anti-Covid. Dall’arancione al giallo passano invece Liguria e Sicilia, sempre per effetto dell’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, visti i dati del monitoraggio settimanale analizzati dalla Cabina di regia.

COSA CAMBIA:

Ci si potrà muovere liberamente all’interno del proprio comune di residenza dalle 5 alle 22 senza autocertificazione. Vietato circolare, invece, tra le 22 e le 5 (salvo comprovati motivi di lavoro, salute o necessità). Rimane vietato uscire dal proprio comune e dalla propria regione, se non per motivi di studio, lavoro, salute o altre urgenti necessità previste dai regolamenti (occorre autocertificazione).

ATTIVITÀ ALL’APERTO E SPORT

Anche in zona arancione restano chiuse le piscine, le palestre, i centri benessere e termali e persiste anche la sospensione delle competizioni e degli eventi legati allo sport. Sarà possibile fare attività motoria all’interno del proprio comune e all’aperto.

RISTORAZIONE

Restano sospese le attività dei servizi di ristorazione. Bar, ristoranti, gelaterie, pub e pasticcerie rimangono chiusi ma possono continuare a praticare il servizio di asporto fino alle 22, così come avveniva in zona rossa.

ATTIVITÀ COMMERCIALI

Potranno riaprire tutti i negozi al dettaglio, anche di beni non necessari. Ugualmente i centri commerciali (ma rimarranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi). Ripartono anche tatuatori ed estetisti (che in zona rossa erano stati tagliati fuori, a differenza dei parrucchieri). Ancora chiusi, invece, i bingo, le sale slot e i centri scommesse.

LE SCUOLE

A meno che non siano in vigore altre ordinanze comunali, da lunedì si ritorna a scuola e c’è una novità: tornano in classe anche gli studenti di seconda e terza media, per i quali, nelle zone rosse, è attualmente prevista la didattica a distanza. Le superiori continueranno a rimanere chiuse (con obbligo di Dad).

TRASPORTI, CINEMA E TEATRI

Nessun cambiamento riguarda i trasporti pubblici: la capienza resta fissata al 50%. Cinema, teatri e musei restano chiusi.

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