Salute

COVID-19, IL SACRIFICIO DI 43 MEDICI. CALABRESE L’UNICA DONNA MORTA

“Enza nella sua vita ha sempre anteposto gli interessi degli altri ai suoi. Generosa e disponibile fino all’ultimo”. E’ il ricordo del fratello di Vincenza Amato, classe 1954, di origini calabresi, dirigente medico responsabile del Dipartimento di Igiene e Prevenzione sanitaria, a Bergamo. È finora l’unica donna medico morta in prima linea nella battaglia contro il coronavirus. Nell’elenco della Federazione nazionale, racconta Corriere.it, in realtà c’è il nome di un’altra dottoressa uccisa dal virus — la psichiatra bergamasca Bruna Galavotti, 90 anni — ma non si è ammalata mentre era al lavoro. La dottoressa, originaria di Amantea, lascia lascia il marito Marco e tre figli adulti, Aldo, Marina e Manfredi. Era al suo ultimo anno di lavoro. Ancora pochi mesi e “si sarebbe dedicata completamente alla famiglia, avrebbe fatto la mamma, la nonna e nient’altro” racconta suo fratello Roberto, anche lui medico, che ha provato a parlarle l’ultima volta mentre era sotto il casco che l’aiutava a respirare. Un elenco funesto che aumenta giorno dopo giorno, sono 43 i medici morti in Italia per l’emergenza coronavirus. Aumenta anche il numero degli operatori sanitari contagiati in Italia dal Coronavirus: mercoledì, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, erano saliti a 6.205, vale a dire più del 9% dei casi totali. “L’Italia sta vivendo una situazione drammatica a causa della diffusione dell’infezione da Covid-19 e i professionisti sanitari stanno pagando un tributo molto alto — dice il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, in una lettera pubblicata sul British Medical Journal a nome di tutti gli Ordini dei medici italiani —. I dati che riguardano la nostra categoria sono peggiori di quelli registrati in Cina che si è fermata a 3300 sanitari contagiati e 23 decessi”. Lo stesso Anelli, giorni fa, aveva dichiarato: “Non possiamo più permettere che i nostri medici, i nostri operatori sanitari, siano mandati a combattere a mani nude contro il virus. È una lotta impari, che fa male a noi, fa male ai cittadini, fa male al paese”.

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