Cronaca

“DI DENIS BERGAMINI E DEL LAVORO DEL PROCURATORE FACCIOLLA A QUALCUNO IMPORTA?

“Mi sento metà argentana e metà cosentina. Ma il cuore e la mia anima sono stati distrutti a Castrovillari in tutti questi trenta lunghissimi anni”. Queste le parole di Donata Bergamini, sorella di Denis, ucciso a Roseto Capo Spulico il 18 Novembre. Caso che proprio il Procuratore di Castrovillari ha riaperto ventotto anni dopo nel 2017 e che ora nuovamente nel “limbo” dopo il trasferimento dello stesso Facciolla a Potenza. “Quattro anni fa è arrivato il Procuratore Eugenio Facciolla. Dopo decenni di mistificazioni, depistaggi e falsità ha ascoltato il nostro avvocato Fabio Anselmo ed ha chiesto ed ottenuto – continua Donata Bergamini – la riapertura delle indagini che sembravano oramai archiviate per sempre. È cosi che siamo riusciti a provare che Denis non si è suicidato, che non ha avuto un incidente, ma che è stato barbaramente ucciso. Il Procuratore Facciolla, in silenzio, ha rivoltato la procura di Castrovillari. Fatti. Non parole. Non ha fatto conferenze stampa. Non ha partecipato a talk show. Non ha scritto libri. Non si è esibito come opinionista in trasmissioni televisive. Ha fatto solo il suo lavoro. Questo sembra, a me cittadina che non capisce nulla. È stato mandato via perchè cosi doveva essere. Di Denis Bergamini e del suo lavoro poco importa se non a coloro – conclude amaramente la sorella di Denis – che decidono sulla testa di noi cittadini che veniamo considerati come danni collaterali nel contesto di lotte di potere fine a se stesse. Questo a me pare. Buona giornata a tutti”

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