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IL PAPA: SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA, DOBBIAMO REMARE INSIEME

“Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante” e “ci siamo ritrovati impauriti e smarriti”, “presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa”. Lo ha detto il Papa durante la sua preghiera prima della benedizione ‘Urbi et Orbi’. “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”, ha detto in una piazza San Pietro deserta sferzata dalla pioggia. Il mondo è chiamato a dare “un significato” a questo tempo così difficile riscoprendo nuovi spazi per la solidarietà, osserva il Papa nella preghiera a piazza San Pietro. “Il Signore ci interpella e, in mezzo alla nostra tempesta, ci invita a risvegliare e attivare la solidarietà e la speranza capaci di dare solidità, sostegno e significato a queste ore in cui tutto sembra naufragare. Abbracciare la sua croce – sottolinea – significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità e di solidarietà”. Il Papa ha pronunciato la sua preghiera in un silenzio assordante. La sua voce aveva come sottofondo solo il battere della pioggia e il verso dei gabbiani. Una situazione del tutto inedita. Nella preghiera speciale a San Pietro il Papa “implora” Dio. “Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: ‘Svegliati Signore!'”, “non lasciarci in balia della tempesta”. “Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio. Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta”. I medici in prima linea nella lotta al coronavirus ma anche i politici che devono fare le scelte: si prega per loro questa sera a piazza San Pietro. Nelle invocazioni, durante la celebrazione del Papa, si è pregato per “l’umanità, atterrita dalla paura e dall’angoscia”, “gli ammalati e i moribondi, oppressi dalla solitudine”, “i medici e gli operatori sanitari, stremati dalla fatica”, “i politici e gli amministratori, che portano il peso delle scelte”. Il Papa ha pregato  per invocare la fine della pandemia da coronavirus. L’evento è stato tradotto anche nella lingua dei segni. Radio Vaticana-Vatican News, infatti, oltre alla tradizionale diretta streaming con tele-radiocronaca in 8 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, arabo e cinese) ha attivato anche un canale dedicato su YouTube per la traduzione nella Lingua dei Segni. La traduzione in Lis è stata a cura di suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana per la pastorale delle persone con disabilità.

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