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INPS: NESSUN ALLARME SUI CONTI. ABBIAMO I SOLDI PER PAGARE PENSIONI E PRESTAZIONI

Tre milioni e mezzo di domande di cassa integrazione per emergenza Covid gestite dall’INPS alla data del 25 gennaio. Ne ha accettate più di 3 milioni e duecento mila, cioè il 97,3%. Le domande respinte sono 271mila e quelle in lavorazione 88mila; di queste 60mila sono state presentate tra dicembre e gennaio. L’Istituto di Previdenza non ci sta e replica coi numeri alle preoccupazioni lanciate sulla prima pagina di Repubblica. Nonostante l’afflusso notevole di domande, anche i pagamenti ai lavoratori risultano aver coperto ad oggi il 98,3% delle richieste pervenute, ovvero 16,9 su 17,2 milioni di domande. E sono in lavorazione i pagamenti per altre 293 mila prestazioni di cui 252 mila giunte a gennaio. Il numero di lavoratori coinvolti nelle domande non può essere 1,2 milioni come il quotidiano Repubblica erroneamente sostiene, basandosi su una stima priva di metodo, sottolinea l’INPS. Complessivamente sono state gestite oltre 17 milioni di operazioni di pagamenti diretti, con un esborso complessivo di quasi 20 miliardi di euro per CIG Covid. La gestione delle domande e dei pagamenti della cassa integrazione guadagni richiede normalmente in media 8-10 settimane di lavorazione, da quando l’azienda fa domanda di accesso alle varie forme di CIG, fino all’approvazione. E c’è sempre da attendere dall’azienda la dichiarazione delle effettive ore non lavorate per ciascun lavoratore nel mese. Se il Governo autorizza la CIG per novembre-dicembre, tecnicamente i pagamenti non possono arrivare ai lavoratori prima di febbraio-marzo. Per quanto riguarda i conti dell’Istituto, non esiste alcun allarme per il pagamento delle pensioni e delle altre prestazioni. Nel 2020 Inps ha finanziato con proprie risorse cassa integrazione ordinaria, assegno di solidarietà, Naspi, indennità di malattia. Ma i conti sono stati riportati nell’assestamento del bilancio preventivo 2020 e nel bilancio preventivo 2021, approvati dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza. Complessivamente, durante la pandemia, Inps ha pagato 15 milioni di cittadini, per tutte le prestazioni Covid, per oltre 33,5 miliardi di euro.

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