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Cronaca

RINASCITA SCOTT, IL GIUDICE MACRÌ ANNUNCIA L’ASTENSIONE

E’ iniziato ma è stato rinviato al 19 gennaio il maxi processo Rinascita Scott che ha preso il via nella nuova aula bunker a Lamezia Terme, davanti ai giudici del Tribunale di Vibo Valentia. L’udienza è cominciata con l’appello delle parti – che ha portato via gran parte della giornata visto che solo gli imputati sono oltre 300 – presieduta dal giudice Tiziana Macrì. Nei suoi confronti, però, c’è una richiesta di ricusazione da parte della Dda di Catanzaro avendo Macrì, come gip di Catanzaro, autorizzato un’intercettazione nell’ambito dello stesso procedimento. Al termine della costituzione delle parti, l’avvocato Diego Brancia ha chiesto al collegio di astenersi dalla trattazione del prosieguo del procedimento avendo Macrì già pronunciato sentenza, il 27 ottobre scorso, nell’ambito di un processo correlato con Rinascita-Scott: “Nemea” contro il clan Soriano di Filandari. La stessa Macrì ha interrotto la richiesta dell’avvocato affermando che i giudici a latere del suo collegio hanno già formalizzato dichiarazione di astensione. “Io sono venuta per dovere d’ufficio – ha detto -. Io mi fermo oggi, la mia è la posizione di un giudice ormai ricusato”. Il giudice ha affermato di accingersi a formalizzare richiesta di astensione. Un’astensione tardiva, secondo il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, il quale è intervenuto per sottolineare il fatto che la richiesta di ricusazione della Dda è stata avanzata l’11 dicembre. La richiesta di ricusazione è già stata accolta dalla Corte d’appello per quanto riguarda il processo con rito immediato nel quale sono imputate 5 persone mentre la Corte non si è ancora pronunciata riguardo al troncone principale del processo. Per la Procura di Catanzaro esistono questioni di urgenza e di economia processuale che non sarebbero state supportate dal comportamento del giudice. Dal canto suo Tiziana Macrì ha detto che secondo il suo giudizio non vi sono i presupposti per l’astensione ma si è attenuta alla decisione della Corte d’Appello. Nel corso dell’udienza, la Procura ha anche chiesto la riunificazione tra il troncone principale e quello con rito immediato. Alla richiesta si è opposta uno dei difensori di Pittelli, l’avvocato Salvatore Staiano.

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