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TANSI: “LE CASE ABUSIVE IN CALABRIA SONO TROPPE”

«Un terremoto insignificante (magnitudo 4) che in Giappone ed Usa non farebbe neanche notizia, ad Ischia ha fatto sbriciolare interi palazzi che hanno ucciso vittime innocenti. Sono crollati gli edifici abusivi, realizzati senza progetto e con cemento depotenziato, mentre quelli realizzati a norma di legge sono rimasti perfettamente in piedi e immacolati». geologo-tansi-protezione-civileAd affermarlo è il geologo Carlo Tansi, direttore della Protezione civile della Regione Calabria, evidenziando che «il terremoto non uccide, ma sono le case costruite male che crollano e uccidono». «La Calabria – prosegue – è una regione tra le più esposte al mondo al rischio sismico, dove le faglie sono in grado di generare terremoti di magnitudo molto più elevata e che hanno fatto molte più vittime del terremoto di Ischia. Il numero di case abusive censite ufficialmente dal catasto sono 142.000. E anche tutte queste case abusive, dove abitano centinaia di migliaia di calabresi, così come è accaduto ad Ischia, se vicine all’epicentro potrebbero sbriciolarsi e uccidere. Possiamo aggirare le leggi degli uomini ma non quelle della natura che, anche con i terremoti, non fa sconti a nessuno e prima o poi, inesorabilmente, si riprende tutto ciò che le appartiene, case comprese». «Allo stato attuale – conclude Tansi – la scienza non consente di prevedere il momento esatto in cui si verificherà un terremoto. La scienza sa però dove sono collocate le faglie e, quindi, dove colpirà il terremoto che, di certo prima o poi, si verificherà in ben note zone d’Italia, tra cui la Calabria».

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