Salute

TERAPIE INTENSIVE, AGENAS: DATO CALABRESE IN FORTE AUMENTO

L’Agenzia per i servizi sanitari regionali lancia l’allarme: 42 posti su cento sono occupati da pazienti Covid. Sovraffolati per colpa della pandemia anche i reparti di medicina: il 51% dei ricoverati è positivo al virus. Posti in terapia intensiva il 12% oltre la soglia critica del 30%. Un dato che riguarda ben 17 regioni su 21: una settimana fa erano 10. E i posti nei reparti di medicina occupati da pazienti Covid sono il 51% a livello nazionale, rispetto a una soglia del 40%: un dato che riguarda 15 regioni, a fronte delle 12 di 7 giorni prima. Il dato in forte aumento è quello della Calabria. Eravamo al 13% il 10 novembre. E la difficoltà del sistema sanitario è testimoniata anche dai medici di famiglia, che hanno dichiarato lo stato di agitazione: “Adesso siamo in stato di agitazione, anche se in questa fase di emergenza è difficile programmare uno sciopero. Ma passata la tempesta ci sarà bisogno, passatemi il termine, di una resa dei conti perché così non si può andare avanti”, dice Angelo Testa, presidente nazionale del sindacato dei medici Snami. La conferenza intersindacale ha proclamato lo stato di agitazione perché “lo Stato non può scaricare su di noi responsabilità che non sono nostre”. “I medici sono sottoposti a turni di lavoro massacranti anche a causa dei colleghi malati di Covid. Sono più di 20mila gli operatori sanitari infettati da settembre a oggi, tra cui i medici di medicina generale, lasciati spesso senza protezioni con gli ambulatori scoperti per i quali a volte non si riesce a trovare sostituti; chi rimane deve svolgere il lavoro anche per altri”. Degli undici medici morti per Covid nella seconda ondata, 9 erano medici di famiglia.

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