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UN CROTONE INDECIFRABILE E L’AUTOLESIONISMO DI STROPPA. A VERONA IL TERZO K.O. DI FILA

«Tatticamente mi dispiace, magari posso deludere qualcuno, ma non credo di poter stravolgere nulla». Così Stroppa alla vigilia della gara col Verona su specifica domanda se poteva immaginare di cambiare qualcosa tatticamente. Ed in effetti il tecnico è stato di parola, ha sistematicamente deluso molti (e non solo qualcuno) ed è andato incontro al terzo k.o. di fila. E la cosa che più preoccupa è che nelle ultime tre partite viene a cadere anche l’alibi di un Crotone che gioca bene. Perché i rossoblù hanno fatto malissimo nel secondo tempo di Milano, malissimo nel primo contro la Roma (i secondi 45’ contro la Roma non si possono giudicare perché forse Fonseca ha ordinato di abbassare i giri del motore alla propria squadra) e male oggi contro il Verona. Quindi oltre ai limiti tecnico-tattici che dall’inizio di questa Serie A il Crotone mette in evidenza adesso non c’è più nemmeno la magra consolazione del bel gioco. Quello di voler ancora una volta riproporre la solita filosofia di gioco assomiglia ad un accanimento terapeutico, quello che si propone ad un malato terminale. Per fortuna il Crotone ancora non lo è (la storia ci insegna qualcosa) ma l’accanimento continuiamo a vederlo settimana dopo settimana. E visto che i risultati sono sempre gli stessi la domanda sorge spontanea: cui prodest? I tifosi hanno aspettato pazientemente la maturazione di una squadra che, giustamente, ha cominciato male, senza amichevoli e con una rosa fatta l’ultimo giorno. Ok, va bene, ma dopo 17 giornate i risultati dove sono? Visto che per professione seguiamo anche le altre squadre di A (Juric non passa settimana per lamentarsi dei suoi dirigenti per il mercato scadente) poi però vai a guardare la classifica degli scaligeri e resti a bocca aperta. Anche col Verona la gestione della squadra e i cambi sono stati di difficile lettura. Un Riviere in quelle condizioni andava tenuto in campo anche con le stampelle e invece… Dragus! Una difficoltà evidente nella costruzione del gioco (demandata a Zanellato, con tutto il rispetto) e Petriccione per la terza volta in panchina senza nemmeno mai entrare, neanche per un minuto. E poi, gli infortuni: Cigarini fuori dall’8 novembre per un problema al polpaccio. Si, al polpaccio non al menisco! E non è l’unico. Non sappiamo ancora se il colmo sia stato raggiunto o c’è ancora spazio per altre delusioni, probabilmente per la filosofia calcistica di Stroppa sì. Ma non si capisce perché ostinarsi cocciutamente a insistere su certi principi che fanno a botte con la logica.

VERONA – CROTONE 2-1

MARCATORI: Kalinic (V) al 17’, Dimarco (V) al 25’ p.t.;  Messias (C) 10’ s.t.

VERONA: Silvestri 6,5; Ceccherini 6,5 (Dawidowicz dal 1’ s.t.), Magnani 6,5 (Gunter dal 19’ s.t. 6) Lovato 6; Faraoni 6,5, Tameze 6,5, Ilic 6,5, Dimarco 7,5; Zaccagni 7 (Colley dal 30’ s.t. 6,5), Barak 7; Kalinic 7 (Di Carmine dal 19’ s.t.). A disp: Berardi, Pandur, Udogie, Cetin, Ruegg, Danzi, Salcedo. All. Juric 7
CROTONE: Cordaz 5,5; Djidji 5, Golemic 5,5, Luperto 5; Molina 5,5 (Pedro Pereira dal 1’ s.t. 6), Eduardo 5,5 (Simy dal 1’ s.t.), Zanellato 5, Vulic 5, Reca 6; Messias 6,5, Riviere 6 (Dragus dal 32’ s.t. 4,5). A disp: Crespi, Magallan, Cuomo, Rojas, Petriccione, Rispoli, Siligardi, Crociata, Mazzotta. All. Stroppa 4,5
ARBITRO: Massimi di Termoli 6,5

AMMONITI: Ceccherini (V), Lovato (V), Djidji (C), Magnani (V), Reca (C), Pedro Pereira (C)

 

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