Crotone: le politiche sociali non possono trasformarsi in un bancomat

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Le politiche sociali rischiano di essere limitate ad un semplice servizio di  tesoreria anziché essere azioni a favore delle fasce più deboli della popolazione. E’ quanto emerso nel corso della riunione che si è tenuta presso la Sala Giunta con i comuni del distretto socio sanitario di Crotone, convocata dal sindaco Ugo Pugliese e coordinata dall’assessore alle Politiche Sociali Alessia Romano. Riunione alla quale hanno partecipato l’assessore alle politiche sociali del Comune di Cutro Stella Bonifazio, la delegata ai servizi sociali del Comune di Rocca di Neto Ines De Fino, Rosario Macrì per il Comune di Belvedere Spinello, l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di S.Mauro Marchesato Antonio Ceraldi, il sindaco di Scandale Iginio Pingitore, il sindaco di Isola Gianluca Bruno. Presenti anche per la Cisl Pensionati Pasquale Scerra, il funzionario dell’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Crotone Francesco Valerio e l’assistente sociale Alessandra Mesoraca. La tassativa affermazione di non voler trasformare i servizi sociali in un’operazione di tesoreria nasce dall’analisi delle note esplicative sul piano di zona per la non autosufficienza inviate dalla Regione Calabria al Comune di Crotone, comune capofila e dall’amministrazione Comunale condivisa con gli altri comuni del Distretto. Piano che di fatto cambia e, ad avviso dei comuni stravolge il sistema di erogazione di servizi a favore da parte degli enti del Distretto a favore delle fasce di utenti non autosufficienti. Nel piano vengono assegnati ai Comuni del distretto € 284,840,55 euro per l’annualità 2014. Nel 2013 il finanziamento era stato di 484.526,56 €.

La Regione, come si evidenzia nella delibera proposta dall’assessore regionale Federica Roccisano, assegna una quota consistente direttamente alla Azienda Sanitaria che  tra le opzioni ha quella di girarli all’utenza attraverso trasferimenti monetari. Una procedura che non convince i Comuni del Distretto Socio Sanitario di Crotone in quanto, anche alla luce dell’esperienza pregressa, non garantirebbe adeguati servizi alla utenza. Lo esplica in maniera chiara l’assessore alle Politiche Sociali Alessia Romano: “proprio grazie ad una oculata gestione dei fondi comunque di per sé già molto striminziti, ed una attenta programmazione siamo riusciti a garantire servizi importanti come il trasporto scolastico per gli alunni diversamente abili ed altre servizi a favore di fasce non autosufficienti della popolazione. Quello che di fatto è un taglio netto di risorse ai Comuni penalizza un sistema virtuoso che con grande fatica avevamo messo in piedi”.

Se da un lato la Regione chiede di mantenere lo standard di servizi, dall’altro in pratica taglia le risorse. Il possibile sistema di corresponsione monetaria da parte dell’Asp non risponde certo ad un criterio di efficacia per i servizi diffusi a favore della cittadinanza. Con questo sistema si potrebbero trasformare le politiche sociali in un bancomat” conclude l’assessore Romano. Il tavolo si è determinato nella produzione di un documento con gli opportuni rilievi rispetto al provvedimento adottato che sarà inviato alla Regione Calabria.