Cronaca

Inchiesta “Laqueo”: Modesto incontra la stampa a Rende

Dobbiamo aspettare gli sviluppi della magistratura. Non posso affermare con certezza che ci siano stati errori da parte dei magistrati ma sicuramente c’è stata una leggerezza nel non leggere le denunce che ho presentato tre anni fa». Francesco Modesto ha voluto chiarire la vicenda che lo vede coinvolto nell’inchiesta “Laqueo”, condotta dalla Dda di Catanzaro contro le cosche del Cosentino. Il calciatore professionista di Serie A e B era finito in manette nel blitz scattato lo scorso 31 agosto. Secondo l’accusa, da un suo conto veniva prelevato il denaro per finanziare prestiti a usura. Modesto ha convocato una conferenza stampa in un hotel di Rende accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Angelo Pugliese e Leo Sulla.

Modesto ha precisato di non avere mai avuto rapporti con il pentito Roberto Violetta Calabrese dalle cui dichiarazioni sono partite le indagini: «Era un conoscente di mio suocero – ha affermato -. Forse l’ho visto una volta o due ma non ho mai avuto alcun contatto con lui. Se qualcuno avesse letto la mia denuncia io non sarei qui. Ovvero io ho denunciato tre anni fa la truffa relativa a un palazzo a via Popilia. Calabrese andava in banca e operava senza avere nessun titolo. Non io, ma i giudici di Cosenza lo definiscono un collaboratore inattendibile. Un bugiardo. Sono molto fiducioso nel lavoro della magistratura che accerterà la mia totale estraneità alla vicenda giudiziaria». Modesto ha poi parlato della sua carriera sportiva, a cui sta pensando dal 15 settembre scorso quando il Tribunale del Riesame di Catanzaro lo ha rimesso in libertà. E’ stato contattato dal Rende Calcio: potrà riprendere ad allenarsi. Il ricordo va a quella trattativa sfumata, poco prima dell’arresto, col Cosenza calcio. Ci sono rimasto male e non ne conosco i motivi ma non posso che avere nei loro confronti una grande riconoscenza perché il Cosenza mi ha cresciuto professionalmente e mi ha dato tanto anche senza ritorni economici».

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