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Marrelli Hospital: Cisl e Uil scrivono al Presidente Mattarella

La Cisl e la Uil questa volta hanno deciso di inviare una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio e al Commissario alla Sanità in Calabria, Massimo Scura.

La missiva che riguarda la vicenda relativa alla mancata autorizzazione della clinica crotonese, è stata firmata dai segretari generali Mimmo Tomaino, Pino De Tursi, Gaetano Papaleo e Luigi Tallarico. Di seguito la lettera:

Esimio Presidente,

non avremmo mai voluto distoglierLa da questioni, sicuramente più importanti, ma ci vediamo costretti a rappresentarLe la nostra indignazione su una problematica che ha per davvero dell’assurdo e nella quale soltanto la Sua autorevole voce potrebbe scrivere la parola “fine” a conforto di una iniziativa imprenditoriale che avrebbe rilevanti ricadute occupazionali, oltre che vantaggi sociali ed economici, in una realtà, la Provincia di Crotone, che risulta tra le quelle più povere del Paese.

Abbiamo infatti appreso da recenti notizie di stampa che, nei confronti della stessa, sarebbero insorti nuovi ed ulteriori problemi che ancora la allontano dall’iter autorizzativo, individuati dalle strutture regionali della Calabria e da quella commissariale che avrebbe, di fatto, dovuto finalmente condurre all’avvio delle attività sanitarie del “Marrelli Hospital”.

Ci siamo posti la domanda: è questo un ulteriore freno che debba ascriversi all’ennesima ostilità verso un territorio e la sua comunità, la più esposta in assoluto al rischio di contrarre patologie oncologiche a causa della presenza di scorie provenienti dalle fabbriche ormai dismesse, pur essendo questo ritenuto dal punto di vista ambientale un sito di interesse nazionale nel quale da oltre un decennio avrebbe dovuto avviarsi una bonifica della quale purtroppo non si hanno tracce? O avverso un imprenditore che decide sulla possibilità di creare le condizioni di una migliore offerta sanitaria in questo lembo di Calabria oltre alle conseguenti opportunità occupazionali?

Una vicenda, questa, che assume sempre più contorni grotteschi e che ha incontrato sulla sua strada inciampi incomprensibili e disinteresse totale di tutta una classe politica locale, dimostratasi autoreferenziale e lontana anni luce da quel mandato di degna rappresentanza conferito loro dai cittadini elettori.

Appare superfluo ricordare che ci troviamo in un contesto dove l’incidenza della spesa, legata all’emigrazione sanitaria, è fra le più alte del Paese e che quindi l’apertura del Marrelli Hospital, che si candida a rappresentare un’eccellenza nelle discipline mediche che sono causa della maggiore emigrazione sanitaria, costituirebbe un segno tangibile di un reale passo avanti verso una riorganizzazione/razionalizzazione della spesa sulla base di criteri di efficacia ed efficienza; nonché una boccata di ossigeno per le tante famiglie che inevitabilmente si trovano a sostenere ingenti spese per assistere i propri congiunti fuori regione.

Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione, per cui non può essere in nessun modo compresso ed assoggettato né a logiche incoerenti di contenimento della spesa pubblica, né all’incapacità della classe politica che, per ataviche responsabilità, oggi abdica le proprie funzioni a tutto vantaggio di “generali in pensione” e di “commissari” che pensano di gestire con il piglio del “deus ex machina” un settore che per la sua complessità abbisogna di ampie sinergie tra i vari attori sociali ed istituzionali.

E’ di tutta evidenza, pertanto, che procrastinare ulteriormente le procedure di autorizzazione significa mortificare i diritti in capo, a diverso titolo, ai cittadini che chiedono assistenza, ai professionisti del settore che cercano opportunità di lavoro e agli imprenditori che intendono legittimamente fare impresa. Mentre ciò che soprattutto si sottovaluta, con molta superficialità, è proprio la possibilità di intervenire radicalmente su quella che rappresenta una piaga di proporzioni insopportabili, ovvero, quella sanitaria ed i conseguenti carichi economici e sociali ad essa connesse e correlate.

È di chiara evidenza, pertanto, la necessità, non più differibile, di dare la stura definitiva all’iter autorizzativo per giungere in tempi ragionevolmente brevi alla definizione della problematica che Le stiamo segnalando.

In occasione della Sua recente visita in Calabria, abbiamo avuto modo di apprezzare nel Suo intervento la nobiltà e la fermezza con la quale ha trasmesso un forte segnale di speranza ai Calabresi e che deve spingerci all’assunzione di ogni responsabilità con particolare riferimento alla classe dirigente politico-istituzionale.

Consapevoli del valore delle Sue parole, Le rivolgiamo un accorato appello quale massimo interprete di questo nostro disagio e Le chiediamo un intervento affinché l’iter autorizzativo del Marelli Hospital possa definirsi nel più breve tempo possibile, poichè la conseguente autorizzazione offrirebbe al nostro territorio la straordinaria possibilità di usufruire di servizi sanitari adeguati, oltre alle importanti e significative ricadute sociali, economiche ed occupazionali.

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