apa Leone XIV è stato sottoposto a un intervento di chirurgia toracica al Policlinico Gemelli di Roma. L’esame istologico ha confermato la presenza di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli accertamenti preoperatori. A comunicarlo sono stati il medico personale del Pontefice, Luigi Carbone, e il professor Stefano Margaritora, che ha guidato l’équipe chirurgica. Secondo quanto riferito dal Vaticano, l’operazione si è conclusa positivamente, nei tempi e nei modi previsti, senza complicanze.
Per rimuovere completamente la parte interessata dalla malattia, i medici hanno asportato il lobo inferiore del polmone destro attraverso una tecnica videoassistita. Il Papa è rimasto in sala operatoria per circa tre ore, mentre l’intervento vero e proprio sarebbe durato approssimativamente 90 minuti. Dopo il risveglio regolare e un breve periodo di osservazione, il Pontefice è stato riportato nella sua stanza, al decimo piano del Gemelli. Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha riferito che il Papa ha anche chiesto la cena.
L’équipe chirurgica era guidata dal professor Margaritora, affiancato dalla professoressa Elisa Meacci, dalla dottoressa Maria Teresa Congedo e dal dottor Leonardo Petracca Ciavarella. L’assistenza anestesiologica è stata affidata al professor Massimo Antonelli e ai dottori Giovanni Punzo e Giuseppe Bello. L’intervento era stato programmato dopo che un controllo medico aveva individuato il problema, emerso in seguito al viaggio del Pontefice in Francia.
La notizia aveva destato preoccupazione nella Chiesa e tra i fedeli di tutto il mondo, soprattutto dopo l’annuncio fatto dallo stesso Leone XIV durante l’Angelus di domenica. Accanto al Papa sono rimasti i suoi segretari, don Edgar e don Marco, insieme alle suore peruviane che si occupano di lui. Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha espresso fiducia nella ripresa del Pontefice, ammettendo di aver appreso la notizia con sorpresa.
In queste ore sono arrivate testimonianze di vicinanza e preghiera anche da luoghi segnati da situazioni difficili. Da Gaza, padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, ha assicurato che la comunità accompagna il Papa con affetto e preghiere. Il vescovo agostiniano Luis Marín de San Martín ha invece invitato a evitare allarmismi.
Resta ora da capire come procederà il recupero e quali saranno le conseguenze sugli impegni futuri del Pontefice. In particolare, l’intervento potrebbe mettere a rischio il viaggio in Sudamerica previsto per novembre, per il quale i preparativi sarebbero già in fase avanzata. Al momento, tuttavia, non sono state comunicate decisioni definitive sul programma.