Cronaca

PROCESSO JONNY, ARRIVANO LE MAXI CONDANNE. DICIASSETTE ANNI PER SACCO

Pene pesanti per gli imputati, giudicati con rito abbreviato, nel processo scaturito dall’operazione interforze Jonny, con cui nel maggio 2017 fu inferto un duro colpo alla cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, che avrebbe esteso i suoi tentacoli sul Centro d’accoglienza Sant’Anna, tra le più grandi strutture per migranti in Europa. Il gup del Tribunale di Catanzaro Carmela Tedesco ha condannato a 17 anni e 4 mesi l’ex governatore della Misericordia di Isola e vice di quella nazionale Leonardo Sacco, il personaggio chiave dell’inchiesta, secondo gli inquirenti, oggi al carcere duro di Rebibbia, ritenuto il broker finanziario della cosca, colui che avrebbe distratto denaro pubblico dalle risorse milionarie destinate al Cara. Ha retto l’accusa della Dda di Catanzaro, che nelle persone dei sostituti procuratori Domenico Guarascio e Debora Rizza, al termine di una requisitoria fiume, per la quale si sono rese necessarie tre udienze, ha invocato quasi dieci secoli di condanne. Secondo le indagini condotte dai carabinieri del Ros, la potente cosca degli Arena si era affidata a Leonardo Sacco, già vice presidente nazionale delle Misericordie, per garantirsi la gestione del Cara di Isola Capo Rizzuto, un vecchio hangar militare trasformato nella più grande struttura d’accoglienza d’Europa, con i suoi cinque ettari di superficie in grado di ospitare 1500 migranti. Per gli inquirenti Sacco sarebbe il volto pulito del clan che avrebbe messo le mani anche sul centro d’accoglienza di Lampedusa gestendo diversi servizi attraverso imprese appositamente costituite e riconducibili alle cosche della ‘ndrangheta crotonese operanti sul territorio. Il governatore della “Fraternita di Misericordia” avrebbe vantato amicizie importanti e trasversali, a destra e a sinistra. Negli ultimi dieci anni, avrebbe sfruttato il suo ruolo di imprenditore di successo per tessere rapporti istituzionali e incontrare personalità politiche d’alto livello. Sempre in prima fila nei convegni sulla legalità e la lotta alla ‘ndrangheta, Sacco  è stato anche consigliere d’amministrazione dell’Aeroporto Sant’Anna di Crotone ed è ancora presidente della squadra di calcio di Isola Capo Rizzuto. L’inchiesta ha permesso di provare come la potente famiglia di ‘ndrangheta avrebbe acquisito e mantenuto una “posizione dominante” nel settore della raccolta delle scommesse on line e del noleggio degli apparecchi da intrattenimento nella città di Crotone e nel suo hinterland, conseguendo enormi profitti, alterando gli equilibri e precludendo l’accesso ad altri operatori commerciali. In particolare la società bookmaker “Centurion Bet Ltd”, attiva nel settore delle scommesse, operante in Italia con oltre 500 agenzie e ramificata in tutto il mondo, avrebbe messo a disposizione, i propri circuiti di gioco on line alla società Kroton Games, attiva nella provincia di Crotone ed espressione commerciale della cosca Arena, determinando volumi di fatturato, sottratti al fisco, per decine di milioni di euro. La cosca Arena, secondo le risultanze investigative, aveva imposto la propria presenza anche sull’area jonica della provincia di Catanzaro dove o attraverso i suoi affiliati o per mezzo di fiduciari o con il sostegno di cosche alleate, aveva monopolizzato il business delle estorsioni ai danni di esercizi commerciali e imprese anche impegnate nella realizzazione di opere pubbliche. Tra il 2015 ed il 2016 infatti, in particolare a Catanzaro e nei comuni di Borgia e Vallefiorita, una cellula della cosca, dipendente dalla cosca madre di Isola Capo Rizzuto ma radicata nel capoluogo, aveva messo a segno una serie infinita di danneggiamenti a fini estorsivi per esercitare il controllo sull’area. Nel nutrito collegio difensivo, compaiono tra gli altri i nomi di Salvatore Staiano, Giancarlo Pittelli, Giovanni Merante, Gregorio Viscomi, Vincenzo Cicino, Nicola Tavano, Stefano Nimpo, Antonietta Denicoló, Anna Marziano, Saverio Loiero, Antonio Lomonaco, Janfer Critelli, Aldo Truncè

TUTTE LE CONDANNE:
Armando Abbruzzese 6 anni di carcere e 8 mila euro di multa; Salvatore Abbruzzo 12 anni di reclusione;
Francesco Aceto, 5 anni e sei mesi, 3 mila euro di multa; Antonio Francesco Arena, 11 anni  di reclusione; Francesco Arena (40enne), condannato a 11anni e sei mesi; Francesco Antonio Arena  detto “Antonio”, 11 anni di reclusione, Francesco Arena (59enne) 11 anni di reclusione; Giuseppe Arena “tropeano”, 16 anni e 4 mesi; Giuseppe Arena, figlio di Pasquale Arena, detto Nasca, (32enne), 11 anni di reclusione; Pasquale Arena, detto “Nasca” (62enne),  condannato a 20 anni e 2 mesi; Pasquale Arena  (26enne), condannato a 11 anni di carcere; Salvatore Arena (60enne), 10 anni e 8 mesi; Luciano Babbino, 12 anni di reclusione; Francesco Bruno, 12 anni di reclusione; Francesco Caiazzo, 6 mesi di reclusione; Leonardo Catarisano 12 anni; Giuseppe Cosco, 8 anni; Salvatore Danieli, 2 anni e 8 mesi; Raffaele Di Gennaro, 14 anni di carcere; Domenico Falcone, 12 anniSalvatore Foschini, 11 anni e 4 mesi;  Fiore Gentile, 11 anni e 4 mesi; Francesco Gentile 16 anni; Tommaso Gentile, 13 anni e 6 mesi; Antonio Giglio, 10 anni e 8 mesi; Nicolino Gioffrè, 13 anni e 4 mesi; Aldo Giordano, 10 anni e 8 mesi; Aurelio Giordano, 10 anni e 8 mesiLorenzo Giordano, 10 anni e 8 mesi; Maurizio Greco, 12 anni e 8 mesi; Francesco Gualtieri, 12 anni; Mario Guareri, 1 anno e 8 mesi e 3 mila di multa; Andrea Guarnieri, 8 anni; Costantino Lionetti, 10 anni e 8 mesi; Francesco Mammone, 2 anni e 8 mesi; Luigi Miniaci, 12 anni e 8 mesi; Santo Mirarchi, 2 anni, 9 mesi, dieci giorni; Pasquale Morelli, (27enne), condannato a 4 anni e 4mila di multa; Nicola Lentini, 11 anni e 10 mesi;
Paolo Lentini, 16 anni e 4 mesi; Rosario Lentini, 17 anni di reclusione; Vincenzo Lentini, 10 anni e 8 mesi;  Giuseppe Lequoque 14 anni di reclusione; Francesco Martaridonna 11 anni e 4 mesi; Pasquale Morelli 4 anni di reclusione e 4mila euro di multa; Antonio Giuseppe Morrone, 2 anni di reclusione e 200 euro di multa; Paolo Muccillo, 4 anni di reclusione e 10mila euro di multa; Angelo Muraca, 16 anni e 8 mesi; Stefania Muraca, 1 anno; Benito Muto 11 anni e 4 mesi; Domenico Nicoscia, (39enne), condannato a 10 anni e 8 mesi; Domenico Nicoscia (57enne); Pasquale NicosciaSalvatore Nicoscia, 10 anni e 8 mesi; Fortunato Pirrò, 11 anni di reclusione; Antonio Poerio 20 anni di reclusione; Antonio Poerio, 31enne, condannato a 10 anni e 8 mesi; Fernando Poerio, 19 anni e 4 mesi; Antonio Pompeo, 10 anni e 8 mesi; Giuseppe Pullano, 15 anni di reclusione; Mario Ranieri, 1 anno e assolto dal 416bis; Antonio Raso; Francesco Romano, 12 anni e 4 mesi; Salvatore Romano; Leonardo Sacco, 17 anni e 4 mesi; Maria Grazia Scerbo, 1 anno e 4 mesi; Teresa Scerra; Francesco Taverna, 11 anni; Santo Tipaldi, 11 anni e 4 mesi;  Domenico Riillo 14 anni e Roberto Valeo 8 anni.

 

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